Perugia, scoperta UniPg: legame tra leucemia e infiammazione cerebrale
Importante passo avanti nella ricerca scientifica dell’Università degli Studi di Perugia, dove un team multidisciplinare ha individuato un possibile collegamento tra la leucemia mieloide acuta e processi infiammatori a carico del cervello.
Lo studio, frutto della collaborazione tra diversi dipartimenti dell’ateneo – dal FiSSUF al Dipartimento di Chimica, Biologia e Biotecnologie, fino a Medicina e Chirurgia – è stato pubblicato sulla rivista scientifica HemaSphere e apre nuovi scenari nella comprensione degli effetti sistemici delle patologie oncologiche.
La ricerca, coordinata dalla professoressa Oxana Bereshchenko, ha evidenziato come la leucemia mieloide acuta – una forma particolarmente aggressiva di tumore del sangue – non si limiti a colpire sangue e midollo osseo, ma possa influenzare anche il sistema nervoso centrale.
Secondo quanto emerso, la malattia sarebbe associata a uno stato di infiammazione persistente nell’organismo, capace di alterare la barriera emato-encefalica, il sistema di difesa che protegge il cervello. Questa alterazione renderebbe la barriera più permeabile, consentendo il passaggio di cellule immunitarie e segnali infiammatori verso il cervello.
Nel corso dello studio, i ricercatori hanno osservato un aumento delle cellule immunitarie nel tessuto cerebrale e l’attivazione delle cellule gliali, responsabili della regolazione dell’infiammazione nel sistema nervoso. Nei pazienti sono stati inoltre rilevati indicatori di infiammazione e possibili segnali di danno neuronale.
“Questi risultati suggeriscono che la leucemia non colpisce solo il sangue, ma può avere effetti più ampi sull’organismo, incluso il cervello”, spiega la professoressa Bereshchenko. “Tale meccanismo potrebbe contribuire a sintomi come stanchezza, difficoltà di concentrazione e alterazioni dell’umore, spesso riportati dai pazienti oncologici”.
Alla ricerca hanno contribuito anche il dottor Paolo Cogliati, il professor Cataldo Arcuri, la dottoressa Maria Cristina Marchetti e il dottor Daniele Sorcini, a conferma dell’approccio interdisciplinare adottato.
Le evidenze emerse indicano che l’infiammazione cerebrale potrebbe rappresentare un fattore chiave nell’impatto della leucemia sul benessere mentale dei pazienti. Una scoperta che apre nuove prospettive terapeutiche, orientate non solo al trattamento della malattia, ma anche al miglioramento della qualità della vita.
In foto Da sinistra alcuni degli autori e delle autrici dello studio:
