Salute

Ripensare l’autismo: dall’assistenza alla partecipazione, la sfida culturale parte da Caserta

C’è un passaggio, più di altri, che sintetizza il senso del convegno “Ripensiamo l’Autismo”, svoltosi il 2 aprile nella sede di Confindustria Caserta: l’inclusione non può più essere assistenza, ma partecipazione.

Non è solo uno slogan, ma una direzione precisa. L’iniziativa, promossa da Bruno Cortese e organizzata dalla cooperativa sociale L’arte dell’incontro, ha costruito uno spazio di dialogo autentico tra mondi che raramente riescono a parlarsi davvero: famiglie, associazioni, imprese, istituzioni, scuola e sanità.

A moderare l’incontro don Luigi Castiello, mentre tra i presenti anche il senatore Francesco Urraro. Ma più dei nomi, a emergere è stata la consapevolezza condivisa: l’autismo è una questione collettiva, non più confinabile a un ambito specifico.

I dati parlano chiaro: i casi aumentano e, con essi, cresce la distanza tra bisogni reali e risposte disponibili. Le famiglie chiedono ascolto, le cooperative segnalano limiti strutturali, mentre il sistema nel suo complesso fatica a evolversi.

La vera svolta, come evidenziato anche dal Garante regionale delle persone con disabilità, passa da un cambio culturale profondo: riconoscere nel lavoro uno strumento di autonomia e dignità, e nelle imprese un attore sociale capace di generare valore inclusivo.

Ripensare l’autismo, dunque, significa ripensare la società. Significa passare dalla delega alla corresponsabilità, dalla distanza alla relazione. E soprattutto, significa costruire contesti in cui ogni persona possa trovare il proprio spazio, non come destinataria di assistenza, ma come protagonista attiva della comunità.