I risultati dello studio clinico globale confermano l’efficacia della terapia su misura sviluppata da Moderna e Merck: dimezzato il rischio di recidiva nei pazienti con melanoma avanzato. Cinque centri italiani in prima linea nella sperimentazione.
La medicina di precisione taglia un traguardo storico nella lotta contro il cancro. Lo studio clinico di Fase 3 INTerpath-001 ha confermato l’efficacia del primo vaccino a mRNA personalizzato (siglato mRNA-4157/V940) contro il melanoma ad alto rischio. I dati clinici consolidano il successo della tecnologia a RNA messaggero – la stessa utilizzata per i vaccini anti-Covid – applicata questa volta all’oncologia terapeutica per istruire il sistema immunitario a riconoscere e distruggere le cellule tumorali.
Il vaccino, sviluppato in collaborazione tra le aziende farmaceutiche Moderna e Merck (MSD), non ha l’obiettivo di prevenire l’insorgenza della malattia, ma di evitare che il tumore si ripresenti dopo l’asportazione chirurgica.
La vera innovazione risiede nella personalizzazione assoluta del trattamento: partendo da una biopsia del tumore di ogni singolo paziente, un software basato sull’intelligenza artificiale identifica fino a 34 mutazioni genetiche specifiche (chiamate neoantigeni). Viene quindi sintetizzato un filamento di mRNA “su misura” che, una volta iniettato, funge da identikit per i linfociti T, addestrandoli a colpire esclusivamente le cellule malate risparmiando i tessuti sani.
La sperimentazione internazionale ha coinvolto oltre 1.100 pazienti a livello globale. I soggetti trattati con la combinazione del vaccino personalizzato e dell’immunoterapico Keytruda (pembrolizumab) hanno mostrato una riduzione del 49% del rischio di recidiva o morte rispetto a quelli trattati con la sola immunoterapia standard.
L’Italia ricopre un ruolo di primo piano in questa ricerca scientifica, con cinque centri d’eccellenza oncologici distribuiti sul territorio nazionale che hanno attivamente arruolato e trattato i pazienti all’interno del protocollo internazionale.
Il successo sul melanoma rappresenta solo il primo passo di una rivoluzione terapeutica più ampia. La stessa piattaforma tecnologica è già in fase di test avanzato per essere applicata ad altre forme tumorali aggressive e ad alta mutazione, tra cui il tumore al polmone non a piccole cellule, il carcinoma della vescica e il tumore al rene, aprendo una nuova era per l’oncologia mondiale.
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