Nemmeno la pioggia, tornata a bagnare la Tuscia dopo mesi di assenza, è riuscita a fermare la partecipazione e l’entusiasmo della marea arancione che il 6 novembre 2026 ha animato l’Università degli Studi della Tuscia. Una giornata intensa, partecipata e ricca di testimonianze, nella quale il mondo delle due ruote si è trasformato in uno straordinario veicolo di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, le discriminazioni e gli stereotipi di genere.
L’iniziativa è nata dalla collaborazione tra il Comitato Unico di Garanzia dell’UNITUS, presieduto dalla professoressa Sonia Maria Melchiorre, e la Commissione Femminile della Federazione Motociclistica Italiana. Un incontro capace di mettere insieme università, istituzioni, associazioni, sport e società civile, dimostrando come la prevenzione della violenza richieda partecipazione, cultura e un impegno condiviso.
A rendere ancora più significativo l’appuntamento è stata la scelta di garantire l’accessibilità dell’intera manifestazione attraverso la traduzione nella Lingua dei Segni Italiana (LIS), grazie al contributo dell’Ente Nazionale Sordi. Particolarmente apprezzata la presenza dei Deaf Bikers, motociclisti sordi uniti dalla passione per le due ruote e dalla volontà di condividere esperienze, valori e momenti di aggregazione. La loro partecipazione ha ricordato che l’inclusione non può essere soltanto una dichiarazione di principio, ma deve tradursi in occasioni concrete di incontro e condivisione.
Tra i momenti più significativi della giornata ci sono state le testimonianze di tre protagoniste del motociclismo: Letizia Marchetti, Antonella Martometti e Silvia Giannetti.
Le tre atlete hanno raccontato i rispettivi percorsi professionali, mettendo in evidenza le difficoltà incontrate in un ambiente tradizionalmente considerato maschile. Pregiudizi, stereotipi e ostacoli culturali non sono mancati, ma non sono riusciti a fermare la determinazione di donne che hanno scelto di conquistare la propria strada attraverso talento, preparazione e coraggio.
Particolarmente significativa la testimonianza di Silvia Giannetti, unica donna italiana ad aver affrontato la leggendaria Parigi-Dakar. Una storia sportiva e umana che rappresenta un esempio di determinazione e capacità di superare limiti apparentemente insormontabili.
La presenza delle tre campionesse ha dato concretezza al messaggio della manifestazione: nessuna disciplina, professione o ambizione dovrebbe essere considerata una prerogativa maschile.
Ad aprire i lavori sono stati Rosanna Giliberto e Giancarlo Martinengo, intervenuti per portare i saluti dell’Amministrazione comunale di Viterbo.
Di particolare rilievo anche l’intervento del vice questore vicario della Questura di Viterbo, Fabio Zampaglione, che ha ribadito l’impegno delle forze dell’ordine nelle attività di contrasto alla violenza di genere, confermando inoltre il supporto della Polizia Stradale per garantire la sicurezza del corteo motociclistico.
Presenti anche Annunziata Minopoli, presidente del CUG dell’ASL, Donatella Salvatori e Gaetana Moriano, impegnate nel percorso legato al Codice Rosso e alla tutela delle vittime.
Una partecipazione istituzionale che ha sottolineato quanto sia importante costruire una rete di collaborazione tra soggetti diversi, affinché la prevenzione non rimanga confinata alle campagne di sensibilizzazione, ma possa tradursi in strumenti di protezione e sostegno.
La riuscita dell’iniziativa è stata resa possibile anche dalla collaborazione di numerose realtà associative e rappresentanti del territorio.
Un contributo importante è arrivato dal Centro Antiviolenza dell’UNITUS, impegnato quotidianamente nel contrasto alla violenza sulle donne. Presenti anche le consigliere Francesca Sanna e Alessandra Troncarelli, che hanno accompagnato il percorso di sensibilizzazione.
Particolarmente emozionante il gesto dell’associazione Donna Donna, guidata da Nadia Accetti, che ha distribuito rose ai partecipanti e donato al Comitato Unico di Garanzia una pianta di olivo. Un simbolo di vita, pace e rinascita che sarà messo a dimora nel mese di marzo.
Alessia Cotta Ramusino, ideatrice e promotrice del progetto 100 donne vestite di rosso, ha coinvolto i presenti attraverso il messaggio «Respect and Love», trasformando un’espressione di sensibilizzazione in un invito collettivo al rispetto, alla dignità e all’amore.
Tra gli aspetti più originali della manifestazione, il contributo degli studenti e delle studentesse dell’Istituto Orioli, impegnati nel settore Moda e Made in Italy.
Guidati dalle loro docenti e sostenuti dalla dirigente scolastica Maria Federici, i ragazzi hanno realizzato magliette, borse e accessori per cellulari personalizzati con il logo dell’evento.
Un lavoro che ha valorizzato la creatività e le competenze professionali degli studenti, dimostrando come la scuola possa diventare protagonista di iniziative di grande valore sociale. Non soltanto formazione tecnica, dunque, ma anche partecipazione, responsabilità e attenzione ai temi che attraversano la società.
A coordinare i numerosi contributi e a esprimere la gratitudine per la partecipazione delle diverse realtà coinvolte è stata la professoressa Sonia Maria Melchiorre, insieme al proprio staff.
La giornata è proseguita con un momento conviviale reso possibile dal contributo della ditta Sesto Coccia, rappresentata dalla presidente Simonetta Coccia.
Nel pomeriggio l’attenzione si è spostata sulla prevenzione e sulla sicurezza stradale, attraverso un’esperienza pratica particolarmente coinvolgente. I partecipanti hanno potuto sperimentare una simulazione degli effetti dell’alterazione da alcol o sostanze sulla capacità di guida, utilizzando uno speciale visore 3D.
Un’esperienza pensata per far comprendere direttamente quanto possano diventare difficili la percezione degli ostacoli, la valutazione delle distanze e il controllo del veicolo quando i riflessi e le capacità cognitive risultano compromessi.
A concludere la manifestazione è stato Raffaele Prisco, coordinatore della Direzione Tecnica della Federazione Motociclistica Italiana, che ha richiamato l’importanza della formazione continua, della preparazione e della consapevolezza prima di mettersi alla guida.
La giornata dell’Università della Tuscia ha così intrecciato due temi fondamentali: il contrasto alla violenza e la cultura della sicurezza. Due battaglie diverse, ma unite dalla necessità di promuovere rispetto, responsabilità e consapevolezza.
La marea arancione del 6 novembre ha lasciato soprattutto un messaggio: il cambiamento non nasce soltanto dalle parole, ma dalla capacità di coinvolgere le persone, superare le barriere e costruire insieme una comunità nella quale nessuna donna debba sentirsi sola e nessuna differenza diventi motivo di esclusione.
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