Attualità

ForestaMi: tre milioni di nuovi alberi entro il 2030

ForestaMi è un progetto ambizioso in cui rientra anche lo spazio davanti all’ospedale San Paolo che la Mellin adotta piantando cento esemplari. Inoltre c’è il parcheggio di Sant’Agostino, un’area che dovrà colorarsi un po’ più di verde. C’è il boschetto dei nuovi nati che creerà il Comune di Abbiategrasso. E c’è un frutteto da creare al Gallatarese. Poi 100 mila euro donati da Axa per regalare ombra ai cortili delle scuole che potranno candidarsi per far spuntare piante lungo filari in un parco agricolo come quello della Vettabbia.

Sono i primi progetti pilota che da questo mese, quando cadranno le foglie e la natura andrà in letargo, a marzo inizieranno a popolare con 100 mila esemplari quella foresta urbana che, da qui ai prossimi dieci anni, dovrà far respirare meglio Milano e tutta la sua area metropolitana. Obiettivo tre milioni di nuovi alberi entro il 2030. Due già nel 2026.

ForestaMi: l’utopia verde è pronta a partire

ForestaMi si chiama il piano voluto dal sindaco Sala e da una giunta che vuole ingaggiare la battaglia della transizione ambientale, ma che nel tempo ha già trovato altri alleati che hanno sottoscritto un protocollo ad hoc: la Città metropolitana, il Parco agricolo Sud, il Parco Nord. Da un anno ci sta lavorando un gruppo di esperti del Politecnico guidati da Stefano Boeri, che ha indicato proprio in questo modello l’esempio da replicare per regalare a tutta Italia quei 60 milioni di alberi invocati dall’appello lanciato a nome delle comunità Laudato sì dal presidente di Slow Food Carlo Petrini, dallo scienziato Stefano Mancuso e dal vescovo di Rieti Domenico Pompili.

Il momento del lancio ufficiale sarà il 21 novembre, quando alla Triennale ci sarà un forum dedicato all’ambiente. Ma lo studio è pronto, così come i primi progetti pilota. Si inizia con 100 mila alberi da mettere a dimora nella prossima stagione agronomica. Che dovranno via via crescere grazie a quello che Maria Chiara Pastore, la ricercatrice del Politecnico che coordina il piano, definisce un “effetto volano” in grado di moltiplicare “sponsor” e finanziamenti anche con “una piattaforma di crowdfunding che vorremmo creare”, “adesioni di enti pubblici e privati”, “aree messe a disposizione e entusiasmo”.