Attualità

Coronavirus: i medici come eroi contro la pandemia

La diffusione del Coronavirus in Italia ha preso d’assalto da settimane strutture mediche e personale.

L’epidemia da Covid-19 ha messo a nudo tutte le carenze della rete ospedaliera della penisola.

Da oltre un mese che i medici di base non possono ricevere i loro pazienti.

Ma quello che ci preme sottolineare è quanto l’Italia negli ultimi anni abbia avuto difficoltà nel destinare risorse alle strutture sanitarie.

I medici e tutto il personale medico ogni giorno, in particolare in queste settimane, li vediamo sempre più trasformarsi in eroi.

Si tratta di professionisti che con la loro bravura e il supporto delle strumentazioni riescono ad affrontare la sfida che ogni giorno sta sottoponendo loro il Coronavirus.

È importante potenziare le strutture mediche:

In casi come questo della pandemia da Coronavirus si rende nota l’importanza e l’urgenza di un potenziamento delle strutture mediche e del personale sanitario.

Ma occorrerà fare in fretta e bisognerà intervenire maggiormente nelle regioni meridionali della penisola che oggi rappresentano quelle maggiormente depresse dal punto di vista sanitario.

Quello che manca sono posti letto, ma anche strutture e personale.

Una volta che l’incubo generato dalla pandemia sarà finalmente terminato, gli eroi di oggi dovranno tornare ad essere i professionisti della salute di sempre.

Non possiamo chiedere loro sforzi sovrumani, come sta avvenendo da settimane.

La rete sanitaria nazionale che ha mostrato in modo drammatico ogni lacuna, va ristrutturata e risollevata.

Personale medico colpito dal Coronavirus

Secondo i dati forniti dall’Istituto superiore della Sanità sono 13.522 gli operai sanitari contagiati dal virus. La lista include tutti i medici, sia pensionati che ancora attivi.

Una parte dei medici pensionati era rimasta o era stata richiamata a combattere contro la pandemia ed è deceduta rispondendo ad una chiamata di aiuto.

Ad oggi sono 105 i medici che hanno perso la vita a causa del Covid-19 e si aggrava anche il bilancio delle vittime tra gli infermieri. Altri 2 decessi si sono avuti ieri tra il personale infermieristico nelle città di Bergamo e Cremona.

A queste ultime vittime si sommano anche quelle tra gli ausiliari che arrivano a 5.