Alimentazione

Il cibo ha il potere di cambiare anche il nostro umore

Il buon umore deriva anche dal cibo. Il motivo è legato ai meccanismi dell’infiammazione che, oltre ad essere alla base di infarto, cancro, diabete, obesità e malattie neurodegenerative, è in stretta connessione anche con la nostra salute mentale.

Si stima che il 90% della serotonina, un ormone neurotrasmettitore associato al buonumore e coinvolto in disturbi depressivi, sia prodotto nell’intestino. Sistema nervoso enterico e centrale comunicano mediante nervo vago, sistema immunitario ed endocrino e si influenzano in modo reciproco, a volte mandando in altalena il nostro umore. L’infiammazione è alla base della nostra salute mentale. Il modo più naturale ed efficace di ridurre l’infiammazione sistemica è un’alimentazione basata sul consumo di antiossidanti e fibre vegetali, che nutrono ed equilibrano il microbiota che comunica con il cervello e interviene in processi fondamentali dello stato mentale, svolgendo un ruolo attivo anche in caso di ansia, stress e depressione.

Tra gli alimenti del buon umore ci sono verdure, cereali integrali, legumi e cibi fermentati. Si tratta di alimenti che hanno un effetto psicobiotico, termine che si riferisce all’effetto benefico di microrganismi viventi in pazienti sofferenti di malattie psichiatriche. Tra gli alimenti ad effetto psicobiotico le fibre hanno un ruolo primario. Le fibre solubili sono il cibo preferito delle specie batteriche più amiche del nostro organismo, non solo per quanto riguarda l’ansia, lo stress e l’umore, ma anche per quanto riguarda l’integrità della parete intestinale, l’efficienza del sistema immunitario e la riduzione dei livelli di infiammazione”.

Serve un dosaggio per gli adulti di 12,6-16,7 g di fibre per ogni 1.000 kcal, quindi in media 25 g di fibre al giorno. Ma per essere più felici si possono superare con generosità le dosi consigliate e spingerci tranquillamente su una dose di 40-50 g di fibra al giorno. Quindi spazio nell’alimentazione a carciofi, cicoria, barbabietole ma anche lenticchie e fagioli. Anche i cibi fermentati contengono interi squadroni di batteri amici vivi. Oltre al kefir, tra le verdure fermentate, ci sono i crauti, che sono il prodotto della fermentazione spontanea del cavolo, e poi zucchine, cetrioli, carote, finocchi, broccoli, cavolfiori e zenzero. Fanno bene al nostro umore perché abbondano di lattobacilli, che arrivano intatti fino all’intestino e contribuiscono a rinforzare il microbiota.