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Fda cambia i bugiardini della pillola per la contraccezione d’emergenza

Una vera e propria rivoluzione sanitaria. La Fda cambia i bugiardini della pillola per la contraccezione d’emergenza, acquistabile senza prescrizione e utilizzabile entro 72 ore da un rapporto a rischio. L’agenzia per farmaco americana spiega che non si tratta di pratica abortiva, come contestato da sempre dalle associazioni pro vita. In ogni confezione sarà specificato che il levonorgestrel (il nome della molecola) non impedisce all’ovocita fecondato di impiantarsi nell’utero, cosa finora scritta sul bugiardino, poiché non c’è alcuna evidenza scientifica che questo avvenga. Era questo il nodo centrale della contestazione visto che alcuni politici vicini alle posizioni degli antiabortisti consideravano l’ovocita fecondato un embrione e quindi una vita umana, rendendo identico l’atteggiamento di chi prendeva la pillola e chi si sottoponeva ad aborto.

Nel nuovo bugiardino viene precisato che il farmaco “interviene prima che l’ovocita venga rilasciato dall’ovaio”, e quindi prima che venga fecondato e non dopo. Inoltre la pillola “non funziona se si è già incinte e non danneggia una gravidanza preesistente”. Sul sito dell’agenzia statunitense viene specificato in una serie di domande e risposte che non si tratta di metodo abortivo e che la pillola funziona intervenendo sull’ovulazione, dunque prima dell’impianto.

Tutto scaturisce dal divieto all’aborto imposto da alcuni degli Stati conservatori degli Usa, cosa che aveva fatto temere che la scure potesse calare anche su prodotti che venivano accusati di essere abortivi, come lo era la contraccezione d’emergenza. Gli stessi operatori che si occupano di salute riproduttiva hanno chiesto maggiore chiarezza, visto che molte delle persone che si rivolgevano ai professionisti ritenevano che la pillola fosse abortiva, mostrando resistenze all’uso. Uno studio recente su 1400 persone ha rivelato che il 60% riteneva che la pillola fosse abortiva a tutti gli effetti poiché impediva all’embrione di attecchire.

Nessuna evidenza scientifica ha mai dimostrato che la pillola funzionasse impedendo all’embrione di attaccarsi all’utero e crescere. Anzi, secondo un portavoce di Fda, “i dati emergenti suggeriscono che non inibisce l’impianto”. Tanto che anche MedlinePlus, il sito degli Nih, gli Istituti americani per la salute, hanno cancellato il passaggio in cui si scriveva che la contraccezione d’emergenza potesse impedire l’impianto dell’embrione. Nel 2013, stessa decisione in Europa con la revisione dell’etichettatura della pillola per la contraccezione d’emergenza.

L’agenzia americana solo ora ha completato la revisione di una richiesta del 2018 presentata dalla Foundation Consumer Healthcare che nel 2017 aveva acquistato il brand del levonorgestrel, nome commerciale negli Usa Plan B, da Teva farmaceutici. “L’etichetta precedente causava confusione ed era scorretta scientificamente – ha commentato Tara Evans, direttore marketing della Foundation Consumer Healthcare – e il nostro obiettivo era contrastare la cattiva informazione, soprattutto alla luce degli eventi dell’anno scorso. La decisione Fda non è stata però accettata da tutti e il gruppo Students for Life of America, che aveva postato un video su Instagram sostenendo che la pillola può provocare aborti, oggi precisa che rifiuta la precisazione Fda. “Per anni abbiamo detto che sulla confezione c’era scritto che poteva provocare un aborto. E la risposta qual è stata? Cambiare la confezione”.