Alimentazione

In Friuli Venezia Giulia ok a immissione trota per pesca sportiva

La Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia ha incaricato l’Ente tutela patrimonio ittico (Etpi) di richiedere al ministero dell’Ambiente la deroga per introdurre la specie di Salmo trutta (trota fario) in alcune acque regionali, ai fini della pesca sportiva. Lo ha comunicato l’assessore alle Risorse ittiche Stefano Zannier. La motivazione della richiesta è legata alla necessità di ridurre l’impatto della pesca sulle specie ittiche oggetto di conservazione e all’opportunità di riprendere lo svolgimento delle competizioni federali che venivano organizzate in regione.

“Per regolamentare l’attività della pesca sportiva – ha spiegato Zannier – l’Etpi, ovvero l’ente funzionale della Regione preposto alla gestione delle risorse ittiche delle acque interne, aveva istituito su parte del reticolo idrografico regionale alcuni tratti in cui la pesca è ammessa per un periodo più lungo di quello ordinario e destinati a essere gestiti attraverso l’immissione di trote allo stadio di adulto. L’impiego di tali specie è stato però sospeso nel rispetto della normativa nazionale (Dpr 357/1997) che vieta l’immissione in natura di specie e di popolazioni non autoctone salvo per motivate ragioni di interesse pubblico, con la conseguente sospensione delle gare di pesca e l’incremento dell’impatto sulle popolazioni autoctone. Introdurre il Salmo trutta nelle aree individuate (fiume Piave presso Sappada, torrenti Cellina e Cimoliana) può consentire una miglior salvaguardia delle specie autoctone e la ripresa delle competizioni, che portavano in Friuli Venezia Giulia un elevato numero di partecipanti e un importante indotto economico per le aree montane in cui si svolgevano le manifestazioni”. La relazione che l’Etpi presenterà al ministero evidenzia da un lato la natura turistica della pesca sportiva in Friuli Venezia Giulia, motivata anche dall’elevata frequentazione da parte di singoli pescatori, dall’altro che le immissioni di Salmo trutta richieste non determinerebbero impatti negativi significativi a carico di specie autoctone e habitat naturali e non interferirebbero con la loro conservazione.