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Screening oncologici: ottimi risultati ma la Toscana vuole ulteriormente migliorarsi

Sarà più facile partecipare alle campagne di screening oncologico in Toscana in futuro: grazie ad una app e a sistemi di prenotazione che consentano ai cittadini di iscriversi autonomamente o di spostare, in modo più semplice rispetto ad oggi, la data dell’appuntamento, grazie alla possibilità magari di fare più esami e screening in una solo seduta (i cosiddetti multiscreening), con autoprelievi per quanto riguarda il papilloma virus o la riconsegna automatica dei campioni, altra modalità allo studio per il tumore al colon-retto ad esempio, con una sorta di contenitore frigorifero autotracciante.

Queste ed altre idee sono parte del nuovo piano regionale di sviluppo e innovazione delle attività degli screening oncologici, al centro della giornata di formazione rivolta agli operatori che si è svolta all’Istituto degli Innocenti a Firenze ed organizzata da Ispro, l’istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica della Toscana, un’eccellenza non solo regionale, tanto da essere stato appena designato dal Ministero, per i meriti nel campo della prevenzione, quale autorità competente per l’Italia nell’azione comune del programma europeo per il potenziamento dei programmi di screening sui tumori.

Puntare sulla prevenzione è importante: quella primaria, che vuol dire sani stili di vita e riduzione dei fattori di rischio ambientale per determinate patologie, e quella secondaria, ovvero screening e controlli su popolazioni mirate per diagnosticare eventuali malattie ad uno stadio iniziale. “E sulla prevenzione e gli screening intendiamo continuare ad insistere, con l’obiettivo di aumentare ulteriormente le percentuale di partecipazione “ commenta il presidente della Toscana, Eugenio Giani. “La politica della prevenzione è connaturata con l’essenza della sanità pubblica – prosegue – Durante la pandemia c’è stata un rallentamento, ma siamo stati i più resilienti, e in quest’ultimo anno ho già visto un nuovo slancio e tante iniziative: anche quella coi camper per diffondere la cultura della prevenzione sul territorio”.