Attualità

I valori della Toscana sociale nella storia dell’Humanitas di Scandicci

Pagine dove si racconta come nobili idealità ottocentesche e grandi progetti per cambiare in meglio il mondo siano diventate lo spunto per dar vita ad un concreto impegno quotidiano di assistenza e mutuo soccorso che ritrae a figura intera un modo toscano di vivere la socialità e la disponibilità verso gli altri in momenti importanti della storia italiana. In Humanitas di Mauro Bagni e Antonella Coli, edito da Centrolibro, c’è il resoconto di oltre un secolo di partecipazione e solidarietà che inizia nel 1897 con la fondazione della Compagnia di Pubblica Assistenza Humanitas Società di Mutuo Soccorso a Casellina e Torri, l’attuale Scandicci, ricostruito fino ai giorni nostri attraverso una sistematica raccolta di documenti, reperti d’archivio e testimonianze durata due anni. Presentato dagli autori a Firenze a palazzo Strozzi Sacrati, sede della presidenza della Regione Toscana, assieme a Filippo Lotti, presidente dell’Humanitas Scandicci e Niccolò Mancini, presidente dell’Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze, il volume descrive l’intero arco di vita dell’associazione.

“Una storia che valeva la pena raccontare – sottolinea Filippo Lotti – che rende memoria a tutti i volontari che nel tempo hanno prestato tempo, saperi e competenze all’associazione e si inserisce nel più vasto contesto dell’evoluzione e dei cambiamenti delle politiche sociali italiane e in quello delle pubbliche assistenze regionali e nazionali”. Nata su iniziativa di volontari che allora erano parte del mondo democratico, mazziniano, laico e socialista, l’Humanitas, nelle sue attività, racconta non solo una storia di un modello toscano di privato sociale che affianca il settore pubblico nella gestione dei servizi sociali e sanitari ma anche momenti importanti che hanno segnato la storia del Paese: dalle origini alle sue attività durante gli anni del fascismo e del dopoguerra, la presenza negli anni del boom economico, il ruolo nelle contrastate riforme sociali varate dai governi di centro – sinistra fino agli interventi, assieme alle altre associazioni del volontariato democratico durante i tragici eventi dell’alluvione di Firenze, dei terremoti nei paesi della valle del Belice, in Irpinia e nel Friuli fino ai servizi resi durante il difficile periodo della pandemia da Covid-19, solo per ricordare alcuni dei momenti nei quali l’Humanitas è stata presente con i suoi mezzi di soccorso ed il suo personale.

Il libro – aggiunge Niccolò Mancini – è un importante contributo alla ricostruzione della storia di un movimento fatto da oltre centomila volontarie e volontari su tutto il territorio nazionale e cinquecentomila associati che con il loro contributo garantiscono l’erogazione di servizi e prestazioni, non solo di carattere sanitario ma anche educativo, all’intera cittadinanza. Una comunità eterogenea che insieme si riconosce in un complesso di valori identificati in una laica solidarietà mirata alla costruzione di progetti democratici da attuare concretamente nei territori e declinare in un modello di società più attenta, giusta, partecipata e volta alla tutela del bene comune.”

Sempre con un’attenzione rivolta alla storia ed all’evoluzione dei valori dell’associazionismo democratico e i princìpi di mutualità e attenzione verso le fasce più fragili della popolazione Humanitas descrive nelle sue pagine anche un presente articolato oggi in una moderna organizzazione fatta di ambulatori, punti di assistenza, Rete PAS con un numero unico per le prenotazioni dei servizi e altre attività che documentano, come recita la copertina del volume, il lungo percorso del modello toscano di privato sociale.