Ci sono minerali che raccontano la storia della Terra. Altri, invece, aiutano a riscrivere quella di un altro pianeta. La jarosite appartiene a questa seconda categoria.
A prima vista è una roccia dall’aspetto poco appariscente, di colore giallo-brunastro. Eppure proprio questo minerale è stato uno degli indizi più importanti che hanno consentito agli scienziati di dimostrare che, miliardi di anni fa, su Marte era presente acqua liquida.
La jarosite venne descritta scientificamente nel XIX secolo dopo essere stata individuata nella zona del Barranco de Jaroso, nella provincia spagnola di Almería. È un solfato idrato di ferro e potassio e possiede una caratteristica fondamentale: per formarsi necessita della presenza di acqua, oltre a ferro, zolfo e un ambiente chimicamente ossidante e generalmente acido.
Questa proprietà la rende un vero e proprio “fossile geochimico”: quando la si trova, significa che in passato l’acqua ha avuto un ruolo nella formazione della roccia.
La svolta arrivò nel 2004, quando il rover Opportunity della NASA atterrò nella regione di Meridiani Planum.
Analizzando le rocce con lo spettrometro Mössbauer, gli strumenti identificarono proprio la jarosite. Fu una scoperta fondamentale, perché rappresentava una prova mineralogica diretta che quelle rocce si erano formate in presenza di acqua. Non era più soltanto un’ipotesi basata sulla forma del paesaggio marziano: esisteva una firma chimica inequivocabile.
È importante precisare un aspetto spesso semplificato nella divulgazione: la jarosite non dimostra che oggi su Marte ci sia acqua liquida, ma testimonia che in passato il pianeta ha ospitato ambienti acquosi.
La presenza della jarosite non significa che su Marte sia esistita la vita.
Significa però che esistevano condizioni compatibili con la presenza di acqua, uno degli ingredienti indispensabili per la vita come la conosciamo.
Negli anni successivi altre osservazioni orbitali hanno individuato depositi di jarosite in diverse regioni marziane, confermando che non si trattava di un caso isolato.
Oggi la ricerca spaziale non cerca soltanto acqua, ma prova a ricostruire quando fosse presente, per quanto tempo e in quali condizioni.
La jarosite è preziosa anche perché può conservare informazioni sulla propria età e sull’ambiente in cui si è formata, aiutando i geologi planetari a ricostruire la storia climatica di Marte.
In altre parole, ogni cristallo rappresenta una sorta di archivio naturale.
La storia della jarosite è sorprendentemente attuale.
Le missioni oggi operative su Marte, come Perseverance, continuano a cercare rocce e minerali capaci di raccontare l’antica presenza dell’acqua. L’obiettivo non è semplicemente stabilire se Marte fosse “bagnato”, ma comprendere se abbia ospitato ambienti favorevoli alla comparsa di forme di vita microscopiche.
Anche il futuro programma di rientro dei campioni marziani punta proprio a riportare sulla Terra rocce che potranno essere studiate con strumenti molto più sofisticati di quelli installati sui rover. Minerali come la jarosite potrebbero fornire informazioni ancora più dettagliate sulla storia geologica del Pianeta Rosso.
La jarosite dimostra come una scoperta apparentemente marginale possa cambiare il corso della ricerca scientifica.
Un minerale individuato nell’Ottocento tra le montagne dell’Andalusia è diventato, oltre un secolo dopo, uno degli elementi chiave per comprendere che Marte non è sempre stato il deserto gelido che osserviamo oggi.
È uno degli esempi più belli di come la geologia terrestre e l’esplorazione spaziale siano profondamente collegate: studiando le rocce del nostro pianeta possiamo imparare a leggere anche la storia di mondi lontani.
Una piccola pietra, conservata oggi in un museo racconta quindi una storia che va ben oltre la Terra: quella della continua ricerca dell’uomo per capire se, nell’Universo, l’acqua e forse la vita abbiano trovato casa anche altrove.
La fotografia che accompagna questo articolo è stata scattata dall’autore al Museo della Scienza di Barcellona, dove è esposto un campione di jarosite proveniente dal Barranco de Jaroso, in Andalusia.
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