Vivere fino a 100 anni non è più una rarità come un tempo. In Italia, al 1° gennaio 2025, erano 23.548 le persone residenti che avevano raggiunto almeno i cento anni, oltre 2.000 in più rispetto all’anno precedente, quando erano 21.211. Il dato è ancora più sorprendente se confrontato con il 2009: allora i centenari erano 10.158 e in sedici anni sono quindi aumentati del 130%. Una crescita che racconta bene quanto sia cambiata la longevità nel nostro Paese.
La grande maggioranza dei centenari è donna. Degli oltre 23 mila ultracentenari presenti in Italia, infatti, l’82,6% è di sesso femminile, una differenza che diventa ancora più evidente nelle età più avanzate. Tra le 724 persone che al 1° gennaio 2025 avevano almeno 105 anni, le donne rappresentavano il 90,7%. E tra i 19 supercentenari, cioè coloro che avevano raggiunto almeno i 110 anni, ben 18 erano donne. La maggiore longevità femminile è legata a diversi fattori biologici, comportamentali e sociali e rappresenta una delle caratteristiche più evidenti della popolazione anziana italiana.
Non sono distribuiti in modo uniforme sul territorio nazionale. Considerando il numero di centenari in rapporto alla popolazione residente, la concentrazione più elevata si registra in Liguria, con 59,4 centenari ogni 100 mila abitanti, seguita dal Friuli-Venezia Giulia con 55,4 e dalla Toscana con 49,1. La classifica cambia naturalmente quando si considera il numero assoluto, perché le regioni più popolose ospitano complessivamente più centenari. Il dato territoriale è comunque interessante perché mostra come la longevità non sia soltanto una caratteristica individuale, ma anche un fenomeno legato alla struttura demografica delle diverse aree italiane.
Non esiste una ricetta per raggiungere i cento anni e sarebbe sbagliato attribuire la longevità a un singolo alimento, integratore o comportamento. La durata della vita dipende dall’interazione di genetica, condizioni sociali ed economiche, ambiente, prevenzione, assistenza sanitaria e stili di vita. L’Italia, inoltre, continua ad avere una delle speranze di vita più elevate d’Europa: nel 2025 ha raggiunto 81,7 anni per gli uomini e 85,7 per le donne. Questo significa che una quota sempre maggiore della popolazione riesce a raggiungere età molto avanzate.
La crescita dei centenari, però, si inserisce in un quadro demografico complesso. Da una parte viviamo più a lungo, dall’altra nascono sempre meno bambini: nel 2025 in Italia sono nati circa 355 mila bambini e il numero medio di figli per donna è sceso a 1,14, uno dei valori più bassi mai registrati. Secondo le proiezioni ISTAT, entro il 2050 la quota di persone di almeno 65 anni potrebbe raggiungere il 34,6% della popolazione, rispetto al 24,3% del 2026. Aumentare la longevità è certamente un grande risultato della società moderna; la vera sfida sarà fare in modo che questi anni in più siano accompagnati, per quanto possibile, da salute, autonomia e qualità della vita.
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