Cos’è il Labbro leporino e dove si opera in Italia

Il web e la televisione hanno contribuito ad accendere i riflettori sulla labioschisi. Viene comunemente definita labbro leporino. Si tratta di una malformazione che si manifesta quando il bambino nasce. Consiste nella mancata saldatura delle tre parti che nell’embrione compongono il labbro superiore.

Sono diverse le forme in cui si manifesta. Può esserci una piccola fessura sul labbro. Addirittura si può arrivare alla separazione completa raggiungendo la base della narice. La schisi può essere su un solo lato del labbro (unilaterale) oppure bilaterale. Sono possibili le operazioni al labbro leporino.

In Italia un grande contributo in questa direzione arriva dai centri Smile House Milano, Smile House Roma e anche Smile House Sardegna a Cagliari. Quest’ultimo è nato per creare un Centro di Eccellenza nel trattamento delle malformazioni del volto sull’Isola. Il 7 ottobre 2013 è stato sottoscritto il Protocollo di Intesa tra la Fondazione Operation Smile Italia Onlus e l’ASL 8 cagliaritana. Presso l’Ospedale SS. Trinità del capoluogo è così partita la fase operativa. L’equipe di volontari si reca una volta al mese a Cagliari per tre giorni, per visitare i pazienti e formare lo staff del luogo sul corretto trattamento chirurgico delle malformazioni cranio maxillo facciali.

Labbro leporino e malformazioni del palato

Si deve ad Operation Smile, grazie alla preziosa collaborazione con i centri di ricerca, un contributo importante alla scrittura della maggioranza della letteratura sul come e perché si sviluppano le LPS. Ciascuna persona coinvolta nella cura delle labiopalatoschisi deve essere a conoscenza delle teorie sulla etiopatogenesi delle LPS.

Le malformazioni congenite riguardano anche il palato. La palatoschisi si presenta come una fessura. E’ una divisione del palato. Può interessare solo il palato molle. In taluni casi può estendersi sino al di dietro degli incisivi colpendo il palato duro. Ci sono anche forme chiamate schisi sottomucose. Qui la mucosa è integra ma la muscolatura sottostante non si è saldata. Possono provocare problemi di fonazione.

La labiopalatoschisi

Si manifesta quando la labioschisi si accompagna alla palatoschisi. Sono contraddistinte da deformità del mascellare, del naso. Inoltre da anomalie dentarie in corrispondenza della schisi. Può essere unilaterale o bilaterale.

I casi di LPS sono in aumento nei Paesi in via di sviluppo. Di pari passo c’è però un crescente sforzo per comprendere i meccanismi genetici e ambientali mediante i quali la malformazione si manifesta. Il dato di incidenza delle labiopalatoschisi, incluse le palatoschisi e le labioschisi isolate, è di 1 ogni 800 nati vivi.

Malformazioni congenite: quali sono le cause

Ad oggi, si legge sul portale Operationsmile.it, la casistica riporta solo una trentina di casi attribuiti a mutazioni di un solo gene. La formazione delle strutture anatomiche interessate rientra nel dominio di un gruppo di geni. In base ai numeri disponibili, la malformazione è evidentemente ereditaria solo nel 25% dei casi.

Le cause sono da ricercare nei fattori ambientali. Nel corso del primo trimestre della gravidanza, determinano la malformazione. Sono diversi come l’assunzione incontrollata di farmaci, l’esposizione a radiazioni, l’età materna avanzata ma anche fumo e alcool.

La labiopalatoschisi: i problemi connessi

In fase iniziale si manifestano problematiche nel processo di alimentazione. Infatti il bimbo succhia con difficoltà il latte dal seno della mamma. Possono manifestarsi alterazioni di linguaggio come la rinolalia. Il bimbo potrebbe necessitare di sedute di logoterapia dopo l’intervento chirurgico. Potrebbero esserci difetti nello sviluppo delle arcate dentali e pertanto rendersi necessari trattamenti ortodontici. Da non sottovalutare i problemi psicologici ed estetici. Inoltre possono esserci problematiche all’orecchio medio come le otiti ricorrenti. Queste sono determinate dal malfunzionamento della muscolatura che tiene aperte le tube.

Il trattamento della labioschisi: l’intervento chirurgico

Come anticipato ad inizio del post, sono possibili operazioni al labbro leporino. L’operazione è di chirurgia ricostruttiva. Di norma si effettua entro i primi sei mesi di vita del neonato. E’ richiesta l’anestesia totale. Si tratta di un’operazione delicata in quanto il chirurgo effettua la ricostruzione della pelle e dei muscoli del labbro. Per farlo usa i tessuti locali senza quindi prelevarli da altre zone del corpo.

Durante la correzione della palatoschisi vengono praticate delle incisioni lungo i due bordi della fessura, identificando e suturando tra loro i muscoli del palato molle. Si ricostruisce inoltre il rivestimento mucoso sia quello verso il naso sia quello verso il cavo orale. Nel post intervento non mutano le abitudini alimentari del piccolo paziente: alimentazione con biberon o con cucchiaio.

Le cure necessarie

Curare la labiopalatoschisi richiede costanza nel tempo. Infatti ci sono dei tempi naturali di sviluppo facciale e della crescita delle strutture anatomiche interessate. La terapia ortodontica può prendere il via già a pochi giorni dalla nascita. Viene collocata una placca otturatoria per avvicinare i due lati della schisi. I trattamenti ortodontici più tradizionali si iniziano all’età di 10-12 anni, quando il bambino è in dentatura mista (denti di latte e quelli permanenti).

Se ci sono alterazioni gravissime di crescita del mascellare si può valutare una procedura di trazione ortopedica o una chirurgia ossea che permetta di avanzare il mascellare stesso. Ai due o tre anni del paziente, è necessaria una valutazione logopedica. Serve per stabilire la qualità del linguaggio e se bisogna fare sedute di logopedia. In casi molto rari servono altri interventi chirurgici migliorativi della funzionalità del palato molle.

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