Quanto è importante leggere la riga carboidrati sulle etichette dei cibi

L’eccesso di zuccheri dalla dieta è una delle cause principali dell’accumulo di grasso sugli organi interni e nell’addome, molto pericoloso perché è quello per cui vale l’associazione più netta con un incremento del rischio di infarti e ictus. Lo dimostra un ampio studio pubblicato sull’European Journal of Preventive Cardiology , confermando come sia importante leggere la riga “carboidrati, di cui zuccheri” sulle etichette dei cibi che si acquistano.

I ricercatori hanno preso in esame oltre 3 mila persone sane che avevano dai 18 ai 30 anni nel 1985, all’inizio dell’indagine. Per due decenni sono stati raccolti dati dettagliati sulle loro abitudini alimentari. Dopo una media di 25 anni, i partecipanti sono stati sottoposti a una TAC del torace e dell’addome per valutare i depositi di grasso sul cuore e sugli altri organi interni. I risultati dello studio CARDIA (Coronary Artery Risk Development in Young Adults), che ancora va avanti per seguire i destini dei partecipanti, sono molto netti. L’introito di zuccheri nell’arco di 20 anni è direttamente correlato al volume di grasso addominale, con una relazione di causa-effetto particolarmente evidente per il consumo di bevande zuccherate e di zuccheri aggiunti nei cibi.

I dati arrivano dagli USA, una delle Nazioni che ha tuttora i consumi più elevati di bibite zuccherate, e confermano che l’eccesso di zuccheri è rischioso perché può portare a un aumento del grasso addominale e quindi del pericolo di eventi cardiovascolari e diabete. In Italia i consumi di bibite sono assai più ragionevoli, ma le minacce si nascondono ovunque nei cibi industriali. Come evidenzia la coordinatrice dell’indagine, Lyn Steffen dell’Università del Minnesota “occorre non solo preferire l’acqua alle bibite zuccherate e scegliere snack sani al posto di dolcetti e biscotti, ma anche leggere le etichette per sapere quanti zuccheri semplici siano contenuti negli alimenti che acquistiamo, consultando i contenuti in percentuale o scorrendo la lista degli ingredienti: sciroppi, glucosio, fruttosio, saccarosio, maltosio, maltodestrine ed estratti di malto sono tutti termini che nascondono zuccheri ed esserne consapevoli aiuta molto a tagliarne l’introito”.

Gli zuccheri sono spesso aggiunti dove non ci si aspetta di trovarli, come in salse e sughi, aceto balsamico, zuppe e minestroni pronti, pane confezionato, cereali per la colazione, yogurt, alimenti impanati. In questi prodotti lo zucchero viene messo per i più vari motivi, dal miglioramento del gusto all’effetto addensante e leggere l’etichetta è il modo migliore per difendersi dagli eccessi: più gli zuccheri in tutte le loro forme sono in alto nella lista, più sono abbondanti ed è quindi meglio lasciare il prodotto sullo scaffale.

L’OMS indica in 50 grammi al giorno la dose di zuccheri da non superare, pari a circa il 10 per cento delle calorie giornaliere; un cucchiaino di zucchero equivale a 5 grammi, perciò in una giornata non dobbiamo superarne dieci, meglio ancora se ci fermiamo a cinque come viene raccomandato a chi è ad alto rischio cardiovascolare. Non è così difficile esagerare, purtroppo: basta prendere uno yogurt alla frutta e leggere le informazioni nutrizionali per scoprire che spesso in una porzione ci sono dai 15 ai 25 grammi di zucchero, ovvero tre-cinque cucchiaini.