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Trieste, Natale di solidarietà: un dono per ogni famiglia in difficoltà

Iniziative solidali, tradizioni locali e l’anima autentica di una città che non dimentica nessuno

Trieste si prepara al Natale con lo spirito autentico di una città che sa coniugare bellezza, storia e cuore. Quest’anno, in particolare, il clima natalizio si arricchisce di un’iniziativa solidale che punta a raggiungere le famiglie in difficoltà con un gesto concreto: un pacco regalo natalizio pensato per chi, tra inflazione e precarietà, rischia di restare ai margini delle festività.

L’iniziativa è promossa da un gruppo di associazioni del territorio, coordinate dalla Caritas diocesana e sostenute da volontari, parrocchie, gruppi scout e cittadini comuni. Il progetto prende il nome di “Un regalo per tutti” e prevede la distribuzione di oltre 2.000 pacchi solidali contenenti generi alimentari di qualità, dolci tipici come la putizza e il presnitz, piccoli giochi per i bambini, e – dove possibile – anche buoni per acquisti nei negozi di quartiere. L’obiettivo non è solo offrire un supporto materiale, ma far sentire la vicinanza di un’intera comunità.

«Noi a Trieste semo abituai a far quadrato quando uno xe in dificoltà», racconta Roberto, volontario sessantenne del rione di San Giacomo. «Qua no se lascia indrio nisun. E a Nadal, el cuor diventa ancora più grande».

La tradizione triestina del Natale, infatti, è legata non solo ai mercatini e alle luci sul Canal Grande, ma anche a riti familiari profondi, come la preparazione del menù della Vigilia, dove il baccalà e la jota non possono mancare, o il gesto di portare un dolce fatto in casa al vicino di casa solo perché “così se usava una volta”.

In questo contesto si inserisce anche il ritorno delle “scatole di Natale”, un’iniziativa nata durante la pandemia e ripresa ora con slancio: ciascuno può preparare una scatola decorata con oggetti utili e affettuosi – un paio di guanti, un libro, un prodotto per la cura personale – accompagnati da un biglietto scritto a mano. Le scatole saranno raccolte presso alcune librerie e caffè della città e poi consegnate a chi vive in condizione di povertà, solitudine o marginalità.

«L’importante xe far sentir che no xe soli», sottolinea Marina, pensionata del rione di Roiano. «Un Nadal senza affetto no val gnente, anche se te ga l’albero più belo del mondo».

L’amministrazione comunale ha sostenuto le iniziative con il patrocinio simbolico e la collaborazione logistica, ma sono soprattutto i triestini a fare la differenza. «La città ha risposto con una generosità straordinaria», conferma il direttore della Caritas locale. «Siamo orgogliosi di come la comunità si sta mobilitando».

Trieste si conferma così città di confine, ma anche di cuori aperti. Un luogo dove, come si dice da queste parti, “Xe più bel dar che receber”. E a Natale, questo spirito si vede ancora di più.