Salute

Ospedali del futuro: il Parco della Salute di Torino si aggiorna con più ricerca integrata e un modello sanitario post-Covid

Il progetto rivisto dal Politecnico di Milano introduce nuovi criteri organizzativi, maggiore integrazione digitale e 1.040 posti letto complessivi. L’obiettivo è creare un hub clinico-scientifico all’avanguardia

Il futuro della sanità piemontese passa dal nuovo Parco della Salute di Torino, il grande polo ospedaliero-universitario destinato a riunire assistenza, ricerca e innovazione tecnologica. Il collegio di vigilanza ha approvato l’adeguamento progettuale dell’opera, necessario per recepire le nuove normative sanitarie e architettoniche maturate negli anni successivi alla prima progettazione del 2017.

L’aggiornamento, affidato al Politecnico di Milano, ha introdotto modifiche sostanziali nella concezione degli spazi e dei percorsi assistenziali. Tra gli elementi più rilevanti figurano l’aumento dei laboratori di ricerca integrata, la concentrazione delle funzioni digitali sullo stesso livello per favorire una maggiore integrazione operativa e impiantistica e una revisione complessiva dell’organizzazione ospedaliera.

Una delle novità più significative riguarda la dotazione assistenziale: il nuovo assetto consente di recuperare 90 posti letto, grazie allo scorporo del presidio pediatrico Regina Margherita, portando la capacità complessiva della struttura a 1.040 posti letto.

Un cambiamento che riflette una visione moderna dell’ospedale: non più soltanto luogo di cura, ma infrastruttura sanitaria complessa dove diagnosi, terapia, ricerca e formazione universitaria dialogano in modo continuo.

«La progettazione doveva essere adeguata alle esigenze attuali dal punto di vista medico, clinico e della ricerca integrata», ha sottolineato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, evidenziando il ruolo del Politecnico di Milano, che opera anche come referente scientifico dell’Organizzazione mondiale della sanità per le linee guida europee sulla progettazione dei nuovi ospedali.

Il nuovo modello punta infatti su maggiore flessibilità degli ambienti, digitalizzazione dei processi e integrazione tra attività cliniche e scientifiche. Una direzione ormai centrale nella progettazione sanitaria internazionale, soprattutto dopo l’esperienza della pandemia, che ha evidenziato la necessità di strutture più adattabili e tecnologicamente avanzate.

Dal punto di vista economico, l’intervento mantiene il finanziamento previsto: 611 milioni di euro senza incrementi rilevanti dei costi. Anche il calendario resta confermato, con l’apertura dei cantieri prevista per l’inizio del 2027.

Il commissario straordinario Marco Corsini ha spiegato che gli adeguamenti saranno valutati con concessionario e progettisti, ma le prime analisi indicano un impatto limitato sui tempi: «Potrebbero servire due o tre mesi per la progettazione, ma non è un ritardo. È un passaggio necessario per garantire una struttura adeguata alle esigenze contemporanee».

Il Parco della Salute rappresenta quindi una delle principali sfide della sanità italiana nei prossimi anni: un ospedale universitario progettato per integrare alta specializzazione, ricerca traslazionale, innovazione tecnologica e assistenza multidisciplinare.

Con il nuovo assetto, Torino punta a realizzare un centro sanitario capace di competere con i principali poli europei, rafforzando il legame tra Università, ricerca e sistema ospedaliero.