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Rooibos: il curioso infuso rosso del Sudafrica dal gusto dolce e avvolgente

Rosso, profumato, naturalmente privo di caffeina e con un sapore morbido che conquista anche chi non ama le bevande troppo amare: il rooibos è un infuso ancora poco conosciuto da molti italiani, ma merita sicuramente un posto nella nostra dispensa. Il suo nome significa “cespuglio rosso” e deriva dalla pianta Aspalathus linearis, originaria delle montagne del Cederberg, nella provincia del Western Cape in Sudafrica. Non è propriamente un tè: appartiene infatti a una pianta diversa dalla Camellia sinensis, quella da cui derivano tè verde, nero e bianco. Proprio per questo il rooibos è naturalmente privo di caffeina e contiene una quantità relativamente bassa di tannini rispetto ai tè tradizionali.

Che sapore ha il rooibos?

La prima sorpresa arriva proprio dal gusto. Il rooibos tradizionale, chiamato spesso rooibos rosso, presenta una tonalità rosso-ramata molto caratteristica e un aroma delicato, caldo e leggermente dolce. Non ha l’amarezza tipica di alcuni tè e può ricordare, a seconda della preparazione e della miscela, note di miele, vaniglia, legno e frutta secca. È un gusto morbido e rotondo, piacevole anche senza zucchero. Questa caratteristica lo rende particolarmente interessante per chi cerca una bevanda da sorseggiare durante la giornata senza aggiungere necessariamente dolcificanti. E in estate arriva un’altra possibilità: il rooibos può essere preparato caldo e poi lasciato raffreddare, oppure utilizzato direttamente come base per una tisana fredda, con ghiaccio, limone, arancia, pesca, menta o piccoli frutti. Il risultato è una bevanda colorata, profumata e naturalmente senza caffeina, perfetta per le giornate calde.

Perché è considerato interessante per il benessere?

Il rooibos ha attirato l’attenzione della ricerca soprattutto per la presenza di polifenoli e flavonoidi, sostanze naturalmente presenti nelle piante. Tra i suoi composti più caratteristici troviamo l’aspalatina, insieme a nothofagin, orientina, isoorientina e altri composti fenolici. L’aspalatina è particolarmente interessante perché è una sostanza caratteristica del rooibos e si trova in quantità maggiori nel rooibos verde, cioè non ossidato, rispetto a quello tradizionale fermentato. Questi composti sono studiati per le loro proprietà antiossidanti e per il possibile ruolo nel contrastare lo stress ossidativo. Attenzione però a non trasformare questa informazione in una promessa terapeutica: molte delle proprietà osservate sono state studiate in laboratorio o in modelli animali, mentre gli studi sull’uomo sono ancora pochi e coinvolgono campioni relativamente piccoli. Una revisione della letteratura pubblicata nel 2023 ha trovato alcuni segnali interessanti riguardo a stato antiossidante, profilo lipidico e glicemia, ma sottolinea che sono necessari studi clinici più ampi per stabilire con maggiore certezza quali siano i reali effetti sulla salute.

Rooibos rosso o rooibos verde: non sono proprio la stessa cosa

Quando acquistiamo rooibos possiamo incontrare due principali versioni. Il rooibos rosso è quello tradizionale, sottoposto a un processo di ossidazione che modifica il colore, l’aroma e la composizione di alcuni composti vegetali. Il rooibos verde, invece, non viene sottoposto allo stesso processo di ossidazione ed è generalmente più ricco di alcuni polifenoli, tra cui l’aspalatina. Questo non significa però che il rooibos verde sia automaticamente “più salutare” in ogni situazione: cambia anche il gusto, e quello verde può risultare più erbaceo e meno dolce rispetto alla versione tradizionale. Per chi si avvicina per la prima volta a questo infuso, il rooibos rosso può essere un ottimo punto di partenza proprio per il suo sapore morbido e avvolgente; chi invece ama gusti più vegetali e vuole sperimentare può provare quello verde.

Come prepararlo e come berlo

Prepararlo è semplicissimo. Si può utilizzare il rooibos sfuso oppure in bustina e lasciarlo in infusione in acqua calda seguendo le indicazioni riportate sulla confezione. Una delle sue caratteristiche più interessanti è che può essere gustato anche senza zucchero, grazie al suo naturale gusto morbido. In estate, invece, possiamo prepararlo in quantità maggiore, lasciarlo raffreddare e conservarlo in frigorifero per una bevanda fresca da consumare nell’arco della giornata. Per renderlo ancora più piacevole possiamo aggiungere qualche foglia di menta, una fetta di limone, arancia, pesca o qualche frutto di bosco. In questo modo il rooibos diventa una base versatile per creare bevande estive dal gusto personale, senza dover ricorrere necessariamente a bibite zuccherate.

Un infuso da conoscere, senza aspettarsi miracoli

Il rooibos non è una medicina e non dovrebbe essere presentato come una soluzione per curare diabete, colesterolo, pressione alta o altre malattie. La ricerca sta studiando il possibile ruolo dei suoi polifenoli nel benessere metabolico e cardiovascolare, ma le prove disponibili nell’uomo non sono ancora sufficienti per attribuirgli effetti terapeutici certi. Il suo punto di forza è piuttosto quello di essere una bevanda piacevole, naturalmente senza caffeina e ricca di composti vegetali, che può entrare con semplicità in un’alimentazione varia ed equilibrata.

E forse è proprio questa la sua qualità più bella: non serve attribuirgli proprietà straordinarie per apprezzarlo. Il rooibos può diventare un piccolo rituale quotidiano, una pausa dal gusto morbido e rassicurante, da bere caldo quando desideriamo una coccola o freddo quando l’estate ci invita a cercare qualcosa di fresco. Un infuso dal colore intenso, nato dall’altra parte del mondo, che porta nella nostra tazza un pezzetto delle montagne sudafricane e ci ricorda che anche il benessere può cominciare da una scelta semplice: bere qualcosa di buono, piacevole e adatto alle nostre esigenze, concedendoci qualche minuto tutto per noi.

Rosamaria Greco

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