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Occhi preziosi a ogni età: come proteggerli dal sole, dagli schermi e dagli agenti esterni

Gli occhi sono tra gli organi più preziosi che abbiamo e ci accompagnano per tutta la vita, permettendoci di osservare il mondo, riconoscere i volti delle persone che amiamo, leggere, lavorare, muoverci e godere dei colori della natura. Eppure spesso ci ricordiamo di proteggerli soltanto quando qualcosa non va: quando bruciano, diventano rossi, lacrimano oppure quando la vista comincia a non essere più nitida come prima. La salute degli occhi, invece, merita attenzione a ogni età, anche quando non avvertiamo alcun disturbo. Sole, radiazioni ultraviolette, vento, polvere, fumo, acqua della piscina e uso prolungato degli schermi possono sottoporli a condizioni di stress molto diverse tra loro. Alcuni effetti sono temporanei e legati soprattutto all’affaticamento, mentre l’esposizione eccessiva e ripetuta ai raggi ultravioletti può contribuire nel tempo a problemi oculari, tra cui cataratta e pterigio. L’Organizzazione Mondiale della Sanità sottolinea inoltre che l’esposizione ai raggi UV è cumulativa e che una parte dei casi di cataratta può essere collegata all’eccessiva esposizione alle radiazioni ultraviolette. Proteggere gli occhi, quindi, non significa aspettare che arrivino i primi problemi: significa prendersene cura prima, proprio come facciamo con la pelle.

Il sole non si vede soltanto quando è estate

Quando pensiamo alla protezione degli occhi immaginiamo immediatamente una giornata estiva, una spiaggia e un paio di occhiali da sole. In realtà la protezione dai raggi ultravioletti dovrebbe essere considerata ogni volta che trascorriamo molto tempo all’aperto, perché le radiazioni UV non scompaiono semplicemente quando il cielo è nuvoloso. Anche acqua, sabbia, neve e altre superfici chiare possono riflettere la radiazione e aumentare l’esposizione. Per questo un buon paio di occhiali da sole non dovrebbe essere scelto soltanto in base al colore delle lenti, alla loro eleganza o alla loro capacità di rendere l’immagine più scura. Il dato veramente importante è la protezione dai raggi UVA e UVB. L’OMS raccomanda occhiali capaci di bloccare il 99-100% delle radiazioni UVA e UVB; la dicitura UV400 indica una protezione fino a 400 nanometri. Le montature avvolgenti possono offrire una protezione ulteriore perché riducono la quantità di luce e radiazione che arriva lateralmente. Anche un cappello a tesa larga può essere un prezioso alleato, soprattutto nelle ore in cui l’irraggiamento è maggiore. E attenzione a un errore molto comune: una lente molto scura non significa necessariamente una lente più protettiva dai raggi UV. La protezione va verificata, non semplicemente intuita guardando il colore del vetro.

Bambini e ragazzi: proteggere gli occhi fin da piccoli

La protezione dovrebbe iniziare molto prima dell’età adulta. Gli occhi dei bambini meritano particolare attenzione durante le giornate trascorse all’aperto, al mare, in montagna o durante le attività sportive. Secondo l’OMS, nei più piccoli una quantità maggiore di radiazione UV può raggiungere le strutture oculari rispetto agli adulti, rendendo particolarmente importante evitare un’esposizione eccessiva. Occhiali da sole di buona qualità, cappellino con visiera o tesa e, quando possibile, la ricerca di zone d’ombra sono semplici abitudini che possono diventare naturali fin dall’infanzia. Ma proteggere gli occhi di un bambino significa anche pensarci quando gioca: bicicletta, palloni, piccoli oggetti, sabbia, rami e altri elementi possono provocare traumi oculari. Durante attività sportive o lavori che comportano il rischio di colpi o schizzi, sono indicati dispositivi protettivi adatti allo scopo. Anche in piscina gli occhialini possono aiutare a proteggere gli occhi da acqua, microrganismi e sostanze utilizzate per il trattamento dell’acqua. La prevenzione, a questa età, non dovrebbe essere vissuta come una limitazione del gioco: al contrario, serve a permettere ai bambini di stare all’aperto e divertirsi con maggiore sicurezza.

Schermi: non demonizzarli, ma imparare a usarli meglio

Computer, smartphone, tablet e televisori sono ormai parte della nostra quotidianità e sarebbe impossibile pensare di eliminarli. Il problema non è quindi lo schermo in sé, ma il modo in cui lo utilizziamo e soprattutto quanto a lungo restiamo concentrati senza concedere una pausa agli occhi. Dopo molte ore davanti a un monitor possiamo avvertire stanchezza, secchezza, bruciore, sensazione di sabbia negli occhi, mal di testa o difficoltà momentanea a mettere a fuoco. Quando siamo concentrati, infatti, tendiamo a sbattere meno le palpebre e questo può contribuire alla secchezza oculare. Una delle abitudini più semplici è seguire la cosiddetta regola 20-20-20: ogni 20 minuti, interrompere per circa 20 secondi la visione ravvicinata e guardare qualcosa a circa 20 piedi di distanza, cioè poco più di 6 metri. È inoltre utile mantenere una distanza adeguata dallo schermo, evitare riflessi fastidiosi, regolare luminosità e dimensione dei caratteri in modo confortevole e ricordarsi di sbattere regolarmente le palpebre. È importante anche non creare allarmismi: l’affaticamento provocato dall’uso prolungato degli schermi non significa automaticamente che il dispositivo stia danneggiando permanentemente la retina. Il punto è soprattutto ridurre l’affaticamento e favorire condizioni visive più confortevoli.

Vento, polvere, fumo e cloro: gli occhi hanno bisogno di una barriera

Non esiste soltanto il problema dei raggi UV. Gli occhi sono continuamente esposti all’ambiente e possono risentire di vento, polvere, sabbia, fumo, smog, aria molto secca e sostanze irritanti. Una giornata al mare può essere bellissima, ma vento e sabbia possono provocare bruciore e irritazione; allo stesso modo, stare a lungo vicino a una fonte di fumo o in un ambiente particolarmente secco può rendere gli occhi più fastidiosi e sensibili. In questi casi è importante evitare di strofinarli, perché sfregare energicamente un occhio irritato può peggiorare il disagio. Se si praticano attività in cui possono entrare negli occhi particelle, schizzi o piccoli frammenti, è opportuno utilizzare occhiali protettivi adeguati. Anche chi lavora in giardino, effettua piccoli lavori domestici o utilizza prodotti chimici dovrebbe prestare attenzione: gli occhi non dovrebbero essere considerati una parte del corpo da proteggere soltanto durante le vacanze. E per chi porta lenti a contatto, l’igiene è ancora più importante: lavare accuratamente le mani prima di manipolarle, rispettare i tempi di sostituzione e seguire correttamente le indicazioni per la loro disinfezione aiuta a ridurre il rischio di infezioni.

Con il passare degli anni cambia anche il modo di prendersi cura della vista

Proteggere gli occhi a vent’anni, a cinquanta o a settant’anni non significa esattamente fare le stesse cose. Con l’età aumenta la probabilità di sviluppare alcuni problemi oculari e diventa ancora più importante non trascurare i controlli della vista, soprattutto quando compaiono cambiamenti nella capacità di leggere, mettere a fuoco o vedere nitidamente. La cataratta, per esempio, è una delle principali cause di compromissione della vista e diventa molto più frequente con l’avanzare dell’età; l’esposizione ai raggi UV rappresenta uno dei fattori di rischio modificabili. Ma proteggersi non significa vivere con la paura di perdere la vista: significa semplicemente adottare comportamenti che possono contribuire a preservarla nel tempo. Occhiali da sole con protezione UV adeguata, cappello, attenzione agli ambienti aggressivi, pause durante il lavoro al computer, dispositivi protettivi quando necessari e controlli oculistici quando indicati sono piccoli gesti che, messi insieme, hanno molto più valore di quanto si possa pensare.

La prevenzione più efficace è fatta di tante piccole attenzioni

Prendersi cura degli occhi non significa rinunciare al sole, alle passeggiate, alla tecnologia, allo sport o alle giornate al mare. Significa imparare a viverli con maggiore consapevolezza. Gli occhiali da sole non dovrebbero essere soltanto un accessorio di moda, ma uno strumento di protezione; gli schermi non devono diventare un nemico, ma un’occasione per imparare a fare pause; il vento e la polvere non devono impedirci di stare all’aperto, ma ricordarci che anche gli occhi hanno bisogno di una barriera quando l’ambiente lo richiede. E soprattutto, non bisogna aspettare che un disturbo diventi importante prima di occuparsi della propria vista. Se compaiono dolore intenso, improvvisi cambiamenti della visione, lampi, numerose nuove “mosche volanti”, perdita di parte del campo visivo, forte arrossamento o altri sintomi insoliti, è importante rivolgersi rapidamente a un professionista sanitario. La vista è un bene che tendiamo a dare per scontato proprio perché ci accompagna ogni giorno: proteggerla significa ricordarsi di quanto sia preziosa.

Rosamaria Greco

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