Tornare a correre dopo un infortunio: i passi giusti per ripartire
L’anello del Laghetto dell’EUR è uno dei percorsi più frequentati dai runner del quadrante sud di Roma: all’alba, in pausa pranzo, la sera dopo il lavoro. Tra chi corre c’è sempre qualcuno che sta rientrando da uno stop: una distorsione di caviglia, un dolore al ginocchio, un tendine d’Achille infiammato, una fascite plantare. E la domanda è sempre la stessa: quando posso ricominciare?
Non esiste una data uguale per tutti. Dipende dal tipo di infortunio, da quanto è durato lo stop e da com’era l’allenamento prima. Ci sono però alcuni principi che valgono quasi sempre.
La fretta è la prima causa di ricaduta
Dopo settimane di stop la tentazione è ripartire da dove ci si era fermati: stesso ritmo, stessi chilometri. Ma tendini e legamenti si adattano al carico più lentamente di muscoli e fiato. Il risultato tipico è una ricaduta proprio quando ci si sentiva pronti.
Ripartire per gradi non è un eccesso di prudenza: è il modo più rapido per tornare a correre con continuità.
Prima di correre: qualche verifica pratica
Prima del primo allenamento è utile controllare, meglio se con l’indicazione di un professionista quando l’infortunio è stato importante, di riuscire a:
- camminare a passo svelto per una mezz’ora senza dolore, né durante né il giorno dopo;
- fare alcuni piegamenti su una gamba sola, anche parziali, senza dolore e con buon controllo;
- saltellare sul posto prima a piedi uniti e poi su un piede solo senza fastidio.
Se uno di questi passaggi provoca dolore, il corpo sta segnalando che serve ancora lavoro su forza e tolleranza al carico.
Una progressione ragionevole
- Alterna cammino e corsa: brevi tratti di corsa lenta intervallati da camminata.
- Aumenta per gradi: allunga la parte di corsa da un’uscita all’altra solo se la precedente non ha lasciato dolore.
- Recupera: lascia almeno un giorno di pausa tra le prime uscite.
- Rimanda l’intensità: velocità, salite e ripetute aspettano che il volume di base sia tornato stabile.
- Scegli percorsi prevedibili: un anello pianeggiante come quello attorno al Laghetto permette di dosare la distanza e di fermarsi in qualsiasi momento senza restare lontano da casa.
Come leggere i segnali del corpo
Un criterio pratico usato spesso è quello del semaforo. Un fastidio lieve, che non aumenta durante la corsa e sparisce entro il giorno dopo, è in genere accettabile. Un dolore che cresce mentre corri, che ti fa cambiare il modo di appoggiare il piede o che è peggiore la mattina seguente indica che il carico è stato eccessivo: meglio tornare al livello precedente per qualche uscita.
Gonfiore, dolore notturno o dolore che non passa con il riposo vanno invece fatti valutare.
La forza: la parte che molti saltano
Il rinforzo muscolare è spesso il pezzo mancante del ritorno alla corsa. Polpacci, quadricipiti, glutei e muscoli del piede sostengono buona parte del carico a ogni appoggio. Esercizi semplici come sollevamenti sui talloni, squat, affondi e ponte per i glutei, due o tre volte a settimana, aiutano a preparare i tessuti. Ha senso continuare anche dopo, quando la corsa è tornata regolare.
Il ruolo del fisioterapista
Un fisioterapista può aiutare a capire cosa ha portato all’infortunio (un aumento troppo rapido dei chilometri, un deficit di forza, un cambio di scarpe o di terreno) e a costruire una progressione adatta alla propria situazione, da correggere strada facendo. Essere seguiti dallo stesso professionista dall’inizio alla fine rende più facile adattare il programma ai segnali che emergono settimana dopo settimana.
Per chi si allena tra il Laghetto e il Parco Centrale del Lago, uno studio di quartiere come CP Fisio, fisioterapia all’EUR, permette di fare valutazioni e controlli vicino ai propri percorsi abituali, senza lunghi spostamenti.
In sintesi
Tornare a correre dopo un infortunio richiede pazienza più che coraggio: verifiche pratiche prima di ripartire, aumenti graduali, attenzione ai segnali e lavoro di forza. Così il ritorno diventa una ripartenza stabile e non l’anticamera del prossimo stop.
Domande frequenti
Posso correre con un po’ di dolore?
Un fastidio lieve che non peggiora durante la corsa e sparisce entro il giorno dopo è in genere accettabile. Se il dolore aumenta o cambia il tuo modo di correre, fermati e riduci il carico.
Quanto tempo serve per tornare ai livelli di prima?
Dipende dal tipo di infortunio e dalla durata dello stop: può servire qualche settimana come qualche mese. Un professionista può darti una stima realistica dopo la valutazione.
Devo cambiare scarpe dopo un infortunio?
Non necessariamente. Un cambio brusco di modello modifica il modo in cui il carico si distribuisce: se pensi di cambiarle, fallo con gradualità.
Lo stretching prima di correre previene gli infortuni?
Le prove sullo stretching statico come forma di prevenzione sono limitate. Più utili un riscaldamento dinamico prima della corsa e un lavoro costante di rinforzo durante la settimana.
