Salute

Visita andrologica online: cosa si può fare davvero a distanza (e cosa no)

La visita andrologica online è un consulto in videochiamata con uno specialista della salute maschile, utile per interpretare gli esami, valutare i sintomi e seguire una terapia nel tempo. Non è però una scorciatoia: alcune cose si fanno benissimo a distanza, altre richiedono ancora il medico in carne e ossa. Sapere quali sono è il modo migliore per sfruttarla senza rischi.

Perché sempre più uomini la cercano

Stanchezza che non passa, desiderio in calo, erezioni meno affidabili, la pancia che resiste a dieta e palestra. Sono disturbi di cui molti uomini parlano malvolentieri, e per i quali spesso rimandano la visita. Il videoconsulto abbassa due barriere: l’imbarazzo di presentarsi in ambulatorio e la distanza da un centro specializzato, che fuori dalle grandi città può essere un problema concreto.

C’è anche un’altra ragione: la curiosità per il testosterone, oggi molto discusso sui social. Qui serve un po’ di realismo. Lo studio europeo EMAS, pubblicato sul New England Journal of Medicine nel 2010 su oltre 3.300 uomini tra 40 e 79 anni, ha trovato un vero ipogonadismo a esordio tardivo (sintomi sessuali più testosterone basso) in circa il 2% dei casi, con valori che salgono al 5% dopo i 70 anni. Tradotto: non ogni uomo stanco ha il testosterone basso e capire la differenza è proprio il compito dello specialista.

Cosa si può fare bene online

  • Leggere e interpretare gli esami. Testosterone totale e libero, SHBG, LH, FSH, estradiolo, emocromo, PSA: la loro interpretazione non richiede la presenza fisica, richiede competenza. È spesso la parte più preziosa del consulto.

  • Ricostruire sintomi e storia clinica. Farmaci, sonno, peso, stress, abitudini: un colloquio accurato in video è efficace quanto uno in ambulatorio.

  • Decidere i passi successivi. Ripetere un esame, approfondire la tiroide, programmare un’ecografia: il consulto online serve anche a evitare esami inutili.

  • Prescrivere, quando c’è l’indicazione. In Italia il testosterone si prescrive solo con ricetta limitativa non ripetibile di endocrinologo, urologo o andrologo (Determina AIFA n. 199 del 2016). Dal 2025 la ricetta bianca degli specialisti è di norma elettronica e questo rende la prescrizione compatibile con un percorso a distanza.

  • Seguire la terapia nel tempo. I controlli periodici, con esami del sangue e aggiustamenti del dosaggio, sono il terreno in cui la telemedicina funziona meglio.

Cosa online non si può fare

  • L’esame obiettivo. Valutare testicoli, prostata e caratteri sessuali secondari richiede una visita in presenza.

  • Gli esami strumentali. Ecografia testicolare ed ecocolordoppler penieno si eseguono solo in ambulatorio.

  • Sostituire in automatico la prima visita. Lo dicono le Indicazioni nazionali per la telemedicina approvate nel 2020: la televisita non può essere il mezzo per condurre la relazione medico-paziente esclusivamente a distanza, né può essere considerata in modo automatico sostitutiva della prima visita in presenza.

Per questo i percorsi seri chiedono, prima del videoconsulto, una visita urologica e un elettrocardiogramma recenti: coprono la parte che in video non si può fare e rendono sicura un’eventuale terapia. È l’impostazione che seguo nel mio percorso di visita andrologica online, dove il consulto a distanza parte sempre da esami completi e controlli clinici aggiornati.

Come prepararsi al videoconsulto

  • Munirsi di Esami del sangue eseguiti al mattino, a digiuno, possibilmente entro le 10: il testosterone ha un ritmo giornaliero e un prelievo pomeridiano può dare valori falsamente bassi. Se un valore è basso, va confermato con un secondo prelievo.

  • L’elenco di farmaci e integratori che assumi, compresi quelli “per la palestra”.

  • I sintomi annotati e da quanto tempo sono presenti: è più utile di qualsiasi questionario compilato di fretta.

  • I referti delle visite recenti, in particolare urologica e cardiologica.

  • Le tue domande scritte: in video è facile dimenticarle.

Cosa succede dopo il consulto

Le strade, in genere, sono tre.

  • Gli esami sono nella norma. Il testosterone non è il problema, e la terapia ormonale non serve. Il consulto resta utile perché sposta l’attenzione sulle cause reali dei sintomi: sonno insufficiente o apnee notturne, sovrappeso, stress, tiroide, alcuni farmaci. Spesso intervenire su questi fattori migliora anche i livelli ormonali.

  • Un valore è basso ma il quadro non è chiaro. Si ripete il dosaggio al mattino, si completano gli esami (per esempio prolattina o ormoni tiroidei) e si cerca la causa. Nell’obesità, per esempio, il testosterone può risalire con la perdita di peso, senza farmaci.

  • L’ipogonadismo è confermato. Solo a questo punto si discute la terapia: quale formulazione, con quali controlli e con quali attenzioni. Tra queste c’è la fertilità: il testosterone assunto dall’esterno riduce la produzione di spermatozoi, quindi chi desidera figli a breve deve parlarne prima di iniziare.

In tutti e tre i casi, un buon consulto si chiude con un piano scritto: cosa fare, quali esami ripetere e quando risentirsi.

Campanelli d’allarme: quando un servizio online non è serio

La facilità di accesso ha un rovescio: online si trovano anche proposte che con la medicina hanno poco a che fare. Diffida se:

  • ti propongono il testosterone senza esami o sulla base di un solo prelievo;

  • non è chiaro chi sia il medico, quale specializzazione abbia e dove sia iscritto all’albo;

  • non ti viene spiegato un programma di controlli (ematocrito, PSA, livelli ormonali);

  • il servizio vende direttamente il farmaco o “kit” da ricevere a casa;

  • ti vengono promessi risultati garantiti in tempi precisi.

Il testosterone preso senza indicazione e senza controlli può aumentare l’ematocrito (il sangue diventa più denso), ridurre la fertilità e mascherare problemi che andrebbero curati in altro modo. Una terapia seria inizia solo con sintomi e testosterone basso confermato, e prosegue con controlli programmati.

In sintesi

La visita andrologica online è efficace per interpretare esami, valutare sintomi, prescrivere quando serve e seguire una terapia nel tempo. Non sostituisce l’esame obiettivo né gli esami strumentali: per questo va affiancata da una visita urologica ed ECG recenti. Il testosterone in Italia richiede sempre la ricetta di uno specialista.

L’autore

Dott. Giuseppe Lauria, urologo-andrologo e specialista in medicina anti-aging. Riceve a Palermo e segue pazienti online da tutta Italia per la valutazione ormonale maschile e la terapia sostitutiva con testosterone.