Donne al primo parto: la media è di 31 anni

Il parto è uno dei momenti più intensi della vita di una donna. Le donne italiane scelgono sempre di più di ritardare questo momento. L’Italia è prima nella classifica europea per anzianità delle donne al primo parto con una media di 31 anni. La denatalità ha registrato la nona diminuzione consecutiva dal 2008. Le mamme italiane hanno infatti pochi figli. Il numero medio per donna è 1.34.

Il parto sempre più avanti negli anni

Il quadro socio economico italiano sembra non essere di incentivo alle donne per affrontare il parto. E’ quanto emerge dall’analisi di Save the Children “Le Equilibriste: la maternità in Italia” diffuso in concomitanza con la Festa della mamma. La ricerca include l’Indice delle Madri che identifica le Regioni in cui è più o meno facile essere madri. Il dato è stato elaborato dall’ISTAT per Save the Children. Misura, mediante 11 indicatori, la condizione delle madri rispetto alle tre diverse dimensioni della cura, del lavoro e dei servizi. Il miglioramento di una dimensione può essere correlato ad una miglioria delle altre. L’indice mette in luce anche i principali mutamenti che hanno interessato la condizione delle madri dal 2004 a oggi, sia i peggioramenti sia i miglioramenti.

Dai dati a disposizione di Save the Children emergono notevoli differenze tra Nord e Sud. Nel Meridione infatti troppo spesso sono assenti servizi e sostegno alla maternità. La ricerca sottolinea un peggioramento generale dell’Italia per quanto  attiene l’accoglienza dei nuovi nati e il sostegno alle loro mamme. La classifica delle regioni non subisce delle variazioni sostanziali. Le Province autonome di Bolzano e Trento sono al primo e secondo posto seguite da Valle D’Aosta, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia e Piemonte.

Mother friendly

“L’indice sulla condizione delle madri che presentiamo grazie alla collaborazione con ISTAT non deve essere solo uno strumento di analisi, ma la base di un effettivo impegno da parte delle istituzioni ad ogni livello. È inammissibile che in un Paese come il nostro, dove il numero di nuovi nati è in costante diminuzione, si riservi così poca attenzione, al di là della retorica, alla maternità e che le mamme debbano affrontare in solitudine continui ostacoli legati alla cura dei figli così come alla conciliazione della vita familiare e professionale. Sappiamo che i primi “mille giorni” dei bambini sono fondamentali per la crescita, eppure proprio in questo periodo così decisivo manca l’assunzione di responsabilità pubblica. Occorre scardinare questo circolo vizioso” dichiara Raffaela Milano Direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children.

Italia a due velocità

L’area della cura mostra miglioramenti per tutte le regioni almeno fino al 2012. Le Province autonome di Trento e Bolzano mantengono il loro primato seguite dalla Lombardia. Dopo il 2008, tutte le regioni hanno risentito dell’abbassamento del tasso di fecondità registrato in tutta Italia. Il numero medio di figli per donna, pari oggi a 1,34, torna ai livelli del 2004.

La seconda area riguarda il lavoro femminile. Le Province autonome di Trento e Bolzano si confermano al primo e al secondo posto seguite dalla Valle d’Aosta. Tra il 2004 e il 2017, i dati evidenziano un netto peggioramento per la stragrande maggioranza delle regioni.

L’ultima area riguarda i servizi. Consente di esaminare la competitività territoriale in riferimento ai principali servizi educativi per l’infanzia. La provincia di Trento è al primo posto, seconda la Valle d’Aosta seguita dal Friuli-Venezia Giulia. I bambini sotto i tre anni accolti in servizi comunali o finanziati dai comuni variano dal 18,3% del Centro al 4,1% del Sud.

Madri equilibriste

L’Organizzazione evidenzia come siano assenti dei miglioramenti strutturali in particolare al Sud. E’ assolutamente necessario un Piano Nazionale di sostegno alla genitorialità con misure a sostegno del percorso nascita e dei primi “mille giorni” di vita dei bambini. Serve consolidare il sistema di tutela delle lavoratrici e promuovere l’introduzione del family audit nel privato. E’ necessario garantire servizi educativi per la prima infanzia a tutti, come approfondito dall’Istituto degli Innocenti. Va rafforzata l’attuazione della riforma del sistema integrato 0-6 anni, l’offerta complessiva di accoglienza di bambini di meno di tre anni. Serve ottimizzare gli investimenti e ristrutturare parte degli ambienti delle scuole di infanzia.

“L’Italia si colloca nella fascia dei paesi più avanzata al mondo per quanto riguarda l’assistenza sanitaria alla maternità. Tuttavia, anche sul piano strettamente sanitario, si registrano sensibili differenze territoriali e, in termini più ampi, la maternità rappresenta ancora una sfida nella quale le madri sono vere e proprie equilibriste tra la vita privata e il mondo lavorativo. È fondamentale passare da interventi spot e una tantum, sostanzialmente inefficaci, ad un piano strutturato di sostegno, mettendo finalmente in rete le diverse risorse disponibili, a livello regionale, nazionale ed europeo” conclude Raffaela Milano.

Save the Children sostiene mamme e bambini

Save the Children Italia realizza numerosi progetti a sostegno delle donne in gravidanza e delle neo mamme. Dal 2012 in 8 Ospedali italiani, è stato avviato il progetto Fiocchi in Ospedale che supporta e favorisce l’incontro tra professionisti di settore e neo mamme o donne in gravidanza. Uno spazio dove le mamme possono trovare sostegno alla gravidanza, consigli e indicazioni perché il bambino fin dai primi giorni sia accolto in un ambiente sano e protetto.

Il progetto è presente nei reparti maternità degli ospedali Sacco e Niguarda di Milano, Ospedale Cardarelli di Napoli, Ospedale Maria Vittoria di Torino, Policlinico di Bari, San Camillo, San Giovanni e Gemelli di Roma. A Torino, Milano, Roma, Napoli, Bari e Palermo Save the Children ha aperto 8 Spazi Mamme, dove i genitori possono trovare sostegno alla genitorialità e alla cura dei propri figli.

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